Istituto Elvetico Salesiani Don Bosco

Progetti educativi e didattici

“Vivere con Fede” ora formativa settimanale e celebrazioni durante l’anno.
“Giornate insieme” uscita d’inizio anno, giornata sulla neve, gita di fine anno.
“Diventare cittadini” attività di educazione civica ed esperienze di volontariato, partecipazione alla vita della comunità scolastica.
“Scuola in festa” il Coro dell’Elvetico, preparazione dello spettacolo di fine anno.
“In Gioco” tornei sportivi interni, cantonali e nazionali.
“Aiuto nello studio” studio del mattino e doposcuola pomeridiano con la presenza di docenti, corsi di recupero, affiancamento studenti del liceo.
“Approfondiamo” visite guidate ed esperienze sul territorio legate ai programmi di studio.
“Testimoni dal mondo”

Ciclo osservazione:
Incontro con personaggi della cultura, sport, politica.

Ciclo orientamento: 
“Chi sono” percorsi di educazione all’affettività, sessualità, dipendenze, paure;
“Scuola media… e poi?” incontri ed attività per l’orientamento
scolastico e professionale.

Inoltre, per le classi:
Prime
“Informatica utile” alfabetizzazione di base.
“Generazione connessa” internet e pericoli della rete.

Seconde.
“Informatica utile” powerpoint.
“Generazione connessa” l’informazione.

Terze.
“I Talenti dell’Elvetico” cucina e musica.
“Generazione connessa” internet e la legge.
“ADL” Amici di Domenico e Laura.
“Educazione affettiva” 

Quarte.
“I Talenti dell’Elvetico” poesia, disegno e musica.
“Mani bucate” uso del denaro, debiti e gioco d’azzardo.
“ADL” Amici di Domenico e Laura.

Tema salesiano 2020/21

Il tema salesiano che quest’anno accompagnerà l’anno formativo dei nostri ragazzi e ragazze della scuola media è in seguente:

“Nel cuore del mondo” #LivetheDream

Vivi il sogno: quello che realizza la propria vita, quello che rende piena e felice la propria esistenza. Il cammino proposto quest’anno è segnato dal richiamo carismatico a don Bosco e al sogno che egli fece all’età di nove anni e che fu guida della sua vita.
Lasciamo il racconto del sogno alle parole stesse di don Bosco.

“All’età di nove anni ho fatto un sogno, che mi rimase profondamente impresso nella mente per tutta la vita. Nel sonno mi parve di essere vicino a casa, in un cortile assai spazioso, dove stava raccolta una moltitudine di fanciulli, che si trastullavano.
Alcuni ridevano, altri giocavano, non pochi bestemmiavano. All’udire quelle bestemmie mi sono subito lanciato in mezzo di loro, adoperando pugni e parole per farli tacere.
In quel momento apparve un uomo venerando, in virile età, nobilmente vestito. Un manto bianco gli copriva tutta la persona; ma la sua faccia era così luminosa, che io non potevo rimirarlo.
Egli mi chiamò per nome e mi ordinò di pormi alla testa di quei fanciulli ag­giungendo queste parole:

– Non con le percosse, ma con la mansuetudine e con la carità dovrai guadagnare questi tuoi amici. Mettiti dunque immediatamente a fare loro un’istruzione sulla bruttezza dei peccato e sulla preziosità della virtù.

Confuso e spaventato soggiunsi che io ero un povero ed ignorante fanciullo, incapace di parlare di religione a quei giovanetti.
In quel momento que’ ragazzi cessando dalle risse, dagli schiamazzi e dalle bestemmie, si raccolsero tutti intorno a colui che parlava.
Quasi senza sapere che mi dicessi, soggiunsi:

– Chi siete voi che mi comandate cosa impossibile?
– Appunto perché tali cose ti sembrano impossibili, devi renderle possibili con l’ubbidienza e con l’acquisto della scienza.
– Dove, con quali mezzi potrò acquistare la scienza?
– Io ti darò la maestra, sotto alla cui disciplina puoi diventare sapiente, e senza cui ogni sapienza diviene stoltezza.
– Ma chi siete voi, che parlate in questo modo?
– Io sono il figlio di colei, che tua madre ti insegnò di salutare tre volte al giorno.
– Mia madre mi dice di non associarmi con quelli che non conosco, senza suo permesso; perciò ditemi il vostro nome.
– Il mio nome domandalo a mia madre.

In quel momento vidi accanto a lui una donna di maestoso aspetto, vestita di un manto, che risplendeva da tutte le parti, come se ogni punto di quello fosse una fulgidissima stella.
Scorgendomi sempre più confuso nelle mie domande e risposte, mi accennò di avvicinarmi a lei, mi prese con bontà per mano e mi disse:

– Guarda.

Guardando mi accorsi che quei fanciulli erano tutti fuggiti ed in loro vece vidi una moltitudine di capretti, di cani, orsi e di parecchi altri animali.

– Ecco il tuo campo, ecco dove devi lavorare. Renditi umile, forte e robusto: e ciò che in questo momento vedi succedere di questi animali, tu dovrai farlo per i miei figli.

Volsi allora lo sguardo ed ecco invece di animali feroci, apparvero altrettanti mansueti agnelli, che, saltellando, correvano attorno belando, come per fare festa a quell’uomo e a quella signora.
A quel punto, sempre nel sonno, mi misi a piangere, e pregai a voler parlare in modo da capire, poiché io non sapevo quale cosa volesse significare. Allora ella mi pose la mano sul capo dicendomi:

– A suo tempo tutto comprenderai.

Ciò detto, un rumore mi svegliò; ed ogni cosa disparve.
lo rimasi sbalordito. Mi sembrava di avere le mani che mi facessero male per i pugni che avevo dato, che la faccia mi dolesse per gli schiaffi ricevuti.
Quel personaggio, quella donna, le cose dette e quelle udite, mi occuparono talmente la mente che, per quella notte, non mi fu più possibile prendere sonno.”

Attraverso il cammino formativo potremo accompagnare i nostri giovani a cogliere l’importanza di costruire giorno per giorno i propri sogni, attraverso semplici scelte quotidiane, attenti alle esigenze e bisogni degli altri.